Convegno su san Francesco e Giorgio La Pira, pellegrini di pace

In occasione degli 800 anni dalla partenza di san Francesco dal porto di Ancona per la Terra Santa, l’Anci Marche nell’ambito delle iniziative promosse dal Comitato Regionale, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Ancona-Osimo, ha organizzato il convegno “San Francesco e Giorgio La Pira: il Mediterraneo Grande Lago di pace per Città Vive”. Al Ridotto del teatro delle Muse di Ancona hanno partecipato gli alunni di molte scuole anconetane e diversi ospiti, tra cui Franco Cardini (Università di Firenze), uno dei massimi studiosi a livello mondiale di storia medievale; padre Giuseppe Buffon, docente dell’Università Antonianum di Roma; padre Giancarlo Corsini, rettore della basilica di san Giuseppe da Copertino; padre Ibrahim Faltas, responsabile della Custodia di Terra Santa, che nel 2002 fu il mediatore tra israeliani e palestinesi durante l’assedio armato alla Basilica della Natività di Betlemme.

Pur nella diversità dei tempi, san Francesco e Giorgio La Pira che fu sindaco di Firenze, hanno avuto un sogno comune di unità e di pace e per “il sindaco santo”, come veniva chiamato La Pira, il santo di Assisi era il punto di riferimento per ogni attività missionaria e di dialogo. L’arcivescovo di Ancona-Osimo Angelo Spina ha ricordato che «san Francesco 800 anni fa partì dal porto dorico e incontrò il Sultano d’Egitto e questo incontro si aprì al dialogo, ma ad Ancona è venuto anche un grande uomo del secolo scorso, Giorgio La Pira, che è stato profetico. San Francesco e Giorgio La Pira sono stati dei viandanti che hanno camminato con speranza e sono esempi non solo di incontro e di dialogo, ma anche di accoglienza e fraternità. L’area del Mediterraneo è al centro di profonde crisi, come l’instabilità politica, la precarietà economica, le tensioni religiose, e questi tempi di paura devono essere attraversati con utopia, profezia e topia».

«È importante ricordare gli 800 anni dalla partenza di san Francesco che è stato un uomo di pace – ha detto Maurizio Mangialardi, presidente Anci Marche – e l’esempio di Giorgio la Pira che ogni sindaco ha come riferimento. Con il convegno desideriamo aprire una modalità, ovvero quella di rapportarsi con il Mediterraneo come una grande occasione di incontro». Cardini ha parlato del senso del viaggio di san Francesco nel 1219 per la Terra Santa e padre Buffon ha sottolineato l’originalità dell’incontro di Damietta, in Egitto, che «sta proprio nel fatto che fu il Sultano ad offrire ospitalità a Francesco, e che lo stesso Francesco accettò di entrare nella parte dell’ospite. D’altra parte fu Francesco stesso ad individuare il centro del suo messaggio nell’esempio di Cristo: “pauper et hospes”, povero e ospite». Padre Giancarlo Corsini ha parlato dell’affresco di Gaetano Bocchetti sulla partenza del santo dal porto di Ancona, ospitato nella basilica di san Giuseppe da Copertino, mentre padre Ibrahim Faltas ha parlato degli 800 anni della custodia di Terra Santa e della presenza dei francescani. «Sono stati anni anche difficili – ha raccontato – con 2mila frati che sono stati uccisi per custodire i luoghi santi, ma ogni giorno abbiamo lavorato con amore, servizio, umiltà, per e con le persone che vivono in Terra Santa».

Durante il pomeriggio sono intervenuti Mario Primicerio, presidente della Fondazione “Giorgio La Pira” di Firenze; Marco Bartoli, docente dell’Università Lumsa di Roma; Giorgio Galeazzi, direttore dell’Ufficio per la Cultura dell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo, e si è svolta la tavola rotonda sul tema “Sulle orme di san Francesco e Giorgio La Pira: quale rapporto tra Europa e Mediterraneo”, in cui sono intervenuti i sindaci Valeria Mancinelli (Ancona), Stefania Proietti (Assisi), Anton Sal Man (Betlemme). La tavola è stata coordinata da padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi. Il sindaco di Betlemme ha parlato dell’importanza del dialogo tra i Paesi e ha ricordato il gemellaggio tra le città di Firenze e Betlemme, firmato nel 1962 da Giorgio La Pira e da suo nonno, all’epoca sindaco della città palestinese. Suo nonno ha anche dato la cittadinanza onoraria a La Pira. «San Francesco e La Pira – ha detto – hanno compreso il messaggio di Betlemme. San Francesco, prima di venire in Terra Santa, ha mandato i suoi frati nel 1217, a Gerusalemme e a Betlemme. I frati sono custodi dei luoghi santi, ma anche della pietra viva, cioè delle persone, e nel 1988 è stato fatto un gemellaggio anche tra Assisi e Betlemme». La Mancinelli ha sottolineato «l’importanza delle due figure. Quando sono in crisi le grandi agenzie ideali e culturali, le personalità che nella storia hanno espresso grandissimi valori e li hanno testimoniati con la loro vita, sono punti di rifermento e ci danno la speranza che le cose possono cambiare in positivo». «Francesco e La Pira sono per me due figure di riferimento – ha detto la sindaca di Assisi – entrambi sono stati rivoluzionari e vicini ai deboli e agli oppressi. Nel Mediterraneo non possiamo non pensare a chi scappa dalla guerra, dalla povertà, dalla fame, e che invece di trovare un abbraccio di salvezza, trova la morte».

«Credo che il Mediterraneo oggi non sia più un simbolo di pace – ha detto padre Enzo Fortunato – ma simbolo di morte. Abbiamo quindi bisogno di recuperare figure che possano incentivare un impegno nuovo e innovatore. Servono parole nuove, come vita, accoglienza, reciprocità, dialogo, ma anche parole innovatrici capaci di motivare l’azione politica e sociale. Innovare significa avere il coraggio di mettere in atto azioni controcorrenti, contro un pensiero di morte dominante. Ecco che Francesco e La Pira ci vengono incontro perché hanno espresso la cultura della vita». All’incontro sono intervenuti anche Sauro Longhi, rettore dell’Università Politecnica delle Marche; Marino Cesaroni, direttore di Presenza; Mons. Claudio Giuliodori, assistente Eccl. Generale dell’UCSC Milano; padre Marzio Calletti; Salvatore De Santis Celsi (OE del S. Sepolcro di Gerusalemme); Marcello Bedeschi, direttore e coordinatore nazionale Anci; Fabrizio Clementi, responsabile Rapporti con le Anci regionali; Massimiliano Bossio, presidente diocesano Azione Cattolica.

 

 

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