“COMUN I CARE”: Chiesa e media nell’era digitale

L’ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali ha proposto questa mattina (25 maggio) l’incontro “COMUN I CARE”, presso la parrocchia San Giuseppe Moscati, per creare rete tra i vari uffici e le associazioni e sviluppare una comunicazione buona ed efficace. L’incontro è stato l’occasione per riflettere su vari ambiti, come la comunicazione istituzionale, ad intra, l’uso dei social e digital media e l’educazione ai media. Nel dettaglio, dopo la presentazione di don Carlo Carbonetti, direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali, attraverso la piattaforma di Kahoot è stato proposto un quiz, con domande sui media diocesani, e ogni partecipante sul proprio smartphone ha indicato la risposta.

I principali media dell’arcidiocesi di Ancona-Osimo sono:

Presenza, giornale cartaceo con cadenza quindicinale. Il direttore è Marino Cesaroni.

Il Respiro dell’anima, rubrica settimanale religiosa, a cura dell’arcivescovo Angelo Spina. Va in onda su Etv Marche, canale 12 del DTT: ogni sabato alle ore 21 e in replica la domenica alle 13.

Sito Internet (presto il nuovo sito diocesano sarà rinnovato grazie alla Cei). In questo anno dedicato a San Francesco, in occasione degli 800 anni dalla partenza del santo dal porto di Ancona per la Terra Santa, c’è un’area del sito denominata “Anno francescano” dove è possibile trovare video, foto e articoli.

Pagina Fb e canale Youtube. Alcuni uffici pastorali diocesani hanno una propria pagina Fb.

L’arcivescovo Angelo Spina, citando il testo di una canzone di Vasco Rossi (“La verità non è vestita mai di rosa, la verità non è neanche una cosa, la verità si sposa”), ha spiegato che «se lo leggiamo con un occhio evangelico, ci dice che Gesù Cristo è la Verità che sposa noi, la Chiesa. Lui adesso manda noi a portare questa verità. Noi non comunichiamo propagande, ma portiamo una Persona, questo è il compito della Chiesa. La comunicazione è mettere in comunione le persone con lo Sposo che è la Verità. Questa profondità ha bisogno di strumenti e negli anni sono arrivati la televisione, gli smartphone, Internet e i social. Ricordiamoci sempre che comunicare significa creare comunione».

«La comunicazione oggi riguarda tutti – ha detto don Carlo Carbonetti – non solo l’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali,   e i media sono anche luogo di evangelizzazione. L’intera rivelazione che è fatta di gesti e parole, di incarnazione e storia, è un atto di comunicazione di Dio all’uomo, quindi Dio è il primo comunicatore e noi dobbiamo assumere il suo stile. La comunicazione è luogo dove incontriamo gli altri, ma è legata anche alle dimensioni dell’ascoltare, del comprendere e dell’evangelizzare. Se la Chiesa è chiamata ad evangelizzare, deve saper comunicare e, quindi, è importante riflettere sullo stile, gli strumenti e le modalità».

 

 

Print Friendly, PDF & Email