Cenni storici

La fede cristiana ad Ancona

Santo Stefano
Santo Stefano

Le prime notizie sulla vita cristiana di Ancona si riferiscono alla memoria di Santo Stefano della quale parla Sant’Agostino in uno dei suoi scritti, mentre da San Gregorio Magno si ha la notizia che anche la prima cattedrale di Ancona era dedicata a questo santo.
Un’antica tradizione vuole che le spoglie di San Ciriaco furono trasferite da Gerusalemme, dove il santo aveva subito il martirio, e sepolte nel corso del IV secolo nella cattedrale di Santo Stefano e da qui trasferite nella cattedrale attuale nel corso del X secolo. Scavi effettuati nella cattedrale nel 1979 per ordine del vescovo Carlo Maccari hanno dato credito a questa tradizione.
Le reliquie dei martiri Pellegrino e Flaviano sono conservate nella chiesa di San Pellegrino e San Filippo Neri, mentre quelle delle martiri Palazia e Laurenzia sono conservate nella cattedrale.

I VESCOVI DI ANCONA
Tra i vescovi che si sono distinti bisogna ricordare: per il periodo delle origini San Primiano e San Marcellino, la figura del beato Antonio Fatati vescovo nel XV secolo per la santità della sua vita, Vincenzo Lucchi e il cardinale Carlo Conti per loro opera di riorganizzazione nel periodo successivo al Concilio di Trento, i cardinali D’Aste e Marcinforte nel XVIII secolo per la loro vita evangelica e per la loro saggezza pastorale e il cardinale Manara all’inizio del XX secolo ultimo vescovo cardinale.

L’UNIONE CON NUMANA
Nel 1419 papa Martino V decise di unire alla diocesi di Ancona quella di Numana (all’epoca detta Umana). L’unione fu sancita dalla bolla Ex upernae majestatis del 19 ottobre 1422 e la diocesi prese il nome di diocesi di Ancona e Umana (Anconitana et Numanensis). Contrariamente al solito l’unione delle due diocesi non fu aeque principaliter e Umana non conservò nessuna prerogativa vescovile, anzi la sua cattedrale fu ridotta a semplice parrocchia. Nei secoli successivi i vescovi di Ancona tralasciarono il titolo di vescovi di Umana, fino a quando il 22 aprile 1770 papa Benedetto XIV impose loro con una bolla di adottare il doppio titolo.

Madonna del Duomo di Ancona
Madonna del Duomo di Ancona

IL PRODIGIO DELLA MADONNA DEL DUOMO
Nel 1796 un’immagine della Vergine esposta nella cattedrale fu vista aprire e chiudere gli occhi per quattro mesi da una grande folla, stimata in circa sessantamila persone. Nel febbraio dell’anno successivo Napoleone Bonaparte venne in città e volle personalmente istituire un processo intorno a questo fatto, con l’intento di por fine ad una presunta superstizione. Esaminò scrupolosamente l’immagine, interrogò i canonici, volle destinare a opere di carità la collana di perle che ornava l’immagine e traslarla in un monastero, ma per rispetto del popolo che l’aveva venerata cambiò decisione sulla collana e acconsentì che l’immagine tornasse in cattedrale.

I MUTAMENTI TERRITORIALI
Il 14 settembre 1904 la sede fu elevata al rango di arcidiocesi. Il 15 agosto 1972 fu ulteriormente elevata a arcidiocesi metropolitana e il 28 settembre dello stesso anno fu unita in persona episcopi alla diocesi di Osimo e Cingoli. Il 5 luglio 1975 assunse la denominazione di arcidiocesi di Ancona (Anconitana) pur non avvenendo variazioni territoriali.

EVENTI IMPORTANTI
Alcuni momenti bui della diocesi sono stati il periodo dell’occupazione francese della fine del XVIII secolo, i bombardamenti della seconda guerra mondiale, il terremoto del 1972 e la frana del 1982.

LA FEDE CRISTIANA AD OSIMO

San Leopardo
San Leopardo

Secondo la tradizione fu il martire San Feliciano a diffondere la fede cristiana nel territorio di Osimo alla metà del III secolo. Nel 303, nel corso delle persecuzioni ordinate da Diocleziano, ad Osimo subirono il martirio i santi Fiorenzo, Sisinio e Dioclezio, nel luogo del martirio fu eretta una chiesa a loro dedicata ancora oggi esistente.
Il primo vescovo di Osimo di cui si hanno notizie fu San Leopardo (vissuto in epoca incerta, probabilmente nel IV o V secolo).
Il 22 dicembre 1240 papa Gregorio IX con la bolla Recte considerationis examine a motivo di una ribellione soppresse la diocesi di Osimo e ne incorporò il territorio nell’erigenda diocesi di Recanati. Il 15 novembre dello stesso anno Osimo passò sotto la giurisdizione del vescovo di Umana, come compensazione per la perdita della potestà vescovile su Recanati.
Il 13 marzo 1264 papa Urbano IV con la bolla Recti statera judicii ripristinò la sede vescovile di Osimo.
Nel 1320 Osimo si ribellò nuovamente e incarcerò il vescovo Berardo II. Allora papa Giovanni XXII privò nuovamente Osimo della dignità episcopale, ma poiché gli altri centri della diocesi avevano osteggiato la ribellione, concesse per questi un proprio vescovo con il titolo di episcopus dioecesis ecclesiae Auximanae, olim cathedralis. Come cattedrale fu in uso la chiesa di Santa Maria di Cingoli.
Il 13 luglio 1367 papa Urbano VI concesse la restituzione della cattedra vescovile a Osimo con la bolla Sancta Mater Ecclesia.

Card. Guido Calcagnini
Card. Guido Calcagnini

I MUTAMENTI TERRITORIALI
Nel 1586 papa Sisto V trasferì a Recanati i territori di Castelfidardo e di Montecassiano appartenenti in precedenza ad Osimo.
Il 20 agosto 1725 con la bolla Romana Ecclesia di papa Benedetto XIII la sede vescovile di Cingoli fu ristabilita ricavandone il territorio dalla diocesi di Osimo ed unita aeque principaliter alla stessa sede di Osimo.
Il 15 agosto 1972 la diocesi di Osimo e Cingoli entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell’arcidiocesi di Ancona e il 28 settembre dello stesso anno, dopo più di otto anni di sede vacante, fu unita in persona episcopi all’arcidiocesi di Ancona.

L’ultimo cambiamento territoriale prima dell’unione ad Ancona risale 1984 quando papa Giovanni Paolo II decise l’unione di Castelfidardo ad Osimo e l’unione di Montefano e di Appignano rispettivamente a Recanati e a Macerata.
Il 25 gennaio 1985 la diocesi di Cingoli fu separata da quella di Osimo e unita alle diocesi di Macerata, Tolentino, Recanati e Treia.
Il 30 settembre 1986 la diocesi di Osimo fu unita in forma piena all’arcidiocesi di Ancona.

I VESCOVI DI OSIMO
Fra i vescovi di Osimo si ricordano: San Vitaliano nell’VIII secolo, San Benvenuto nel XII secolo, il cardinale Antonio Maria Gallo per la sua opera successiva al Concilio di Trento, Pompeo Compagnoni nel XVIII secolo per la sua grande erudizione, il cardinale Calcagnini durante il cui episcopato nel 1796 avvenne il prodigio del crocifisso ligneo nel duomo, il cardinale Giovanni Soglia Ceronia segretario di stato di papa Pio IX. L’ultimo vescovo a risiedere ad Osimo fu Domenico Brizi, morto nel 1964.

Santi e beati

Ad Ancona sono nati San Costanzo e il beato Gabriele Ferretti.
Ad Osimo sono nati papa Pio VIII, San Silvestro Guzzolini, fondatore dell’ordine dei Silvestrini, e San Bonfiglio e vi è morto San Giuseppe da Copertino.

 

Fonti
Annuario pontificio del 2007 e precedenti, riportati su www.catholic-hierarchy.org
Giuseppe Cappelletti, Le Chiese d’Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni, Venezia 1848, vol. VII, pp. 9-193 e 482-607
Ancona and Umana e Osimo in Catholic Encyclopedia, (in inglese) Encyclopedia Press, 1917.

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